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Le “combinazioni provvisorie” di Mario Cresci alla galleria Matèria

Last Updated on 30/06/2020

Per i suoi cinque anni di vita, la galleria Matèria, sita in via Tiburtina, ospita la personale di Mario Cresci, dal titolo Combinazioni provvisorie. Accompagnata dal testo critico di Mauro Zanchi, questa presenta due lavori: Analogie e memoria e l’installazione Cronistorie.

Per i suoi cinque anni di vita, la galleria Matèria, sita in via Tiburtina, ospita la personale di Mario Cresci, dal titolo Combinazioni provvisorie. La mostra, accompagnata dal testo critico di Mauro Zanchi, presenta due lavori dell’autore: Analogie e memoria (1980) e l’installazione Cronistorie (1970).

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Analogie e memoria, un diario di un viaggio iconico tra segni e appunti

In Analogie e memoria, lavoro nato a Matera tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, Mario Cresci ingloba segni, immagini, scritte, disegni, appunti, frammenti di icone tenute negli archivi e nelle cassettiere insieme a progetti, collage, manifesti, estratti di testi e immagini stampate, fotografie di altri autori. Un diario di un viaggio iconico, in cui tutti gli elementi sono composti tra loro come un menabò in doppie pagine di un grande libro.

Le fotocopie – 56 delle quali ospitate nella prima sala della galleria – qui sono “opere” nel senso di arte come idea. Da intendere come proposizioni che assolvono a un assunto conoscitivo. Cresci fa ricorso a mezzi di comunicazione più anonimi. Sostituisce l’utilizzo della macchina fotografica con l’atto di porre sul piano di una fotocopiatrice tutto il suo mondo, tra realtà visibile e esplorazioni cognitive. Per evitare tutti i possibili risvolti formalistici connessi all’idea di immagine fotografica realizzata secondo i canoni classici.

Cronistorie, un’indagine tra tradizione e avanguardia sulle culture popolari in Basilicata

In Cronistorie, Cresci, con un girato in pellicola 16mm di circa quaranta minuti e recentemente rimontato in un cortometraggio di 10’, realizza un racconto. Un’indagine, al contempo realistica e visionaria, sulle culture popolari in Basilicata. Tra tradizione e avanguardia, tra opera d’arte e proiezione misterica. Le immagini si muovono in scenari densamente antropologici, dentro il mistero dei riti contadini, dei sacrifici animali, delle processioni religiose. E dentro le zone d’ombra dell’inconscio collettivo rurale. La narrazione attinge a una fonte inesauribile di immagini latenti del mondo e porta alla luce segni, tracciati, impronte e mappe oniriche.

Chi è Mario Cresci

Mario Cresci è tra i primi autori italiani che, a partire dagli anni Sessanta, coniuga la cultura del progetto con la sperimentazione del linguaggio visivo. Lo fa attraverso un approccio “cross-disciplinare” che utilizza il disegno, la fotografia, il video, l’installazione, la performance, il site specific. Le sue ricerche sono inoltre radicate negli studi multidisciplinari iniziati a Venezia nel 1963. E poi segnate dall’incontro (fine anni Sessanta) con Pino Pascali, Eliseo Mattiacci, Jannis Kounellis e Alighiero Boetti.

Orari, costi e indirizzo

Luogo: Matèria.
Date e orari: sino al 31 Ottobre 2020. Dal martedì al sabato dalle 11:00 alle 19:00. Ingresso libero.
Indirizzo: via Tiburtina 149, Roma.
Curatori: Mauro Zanchi.

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