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Palmer, storia di un’amicizia tra un ex carcerato e un bambino queer

Last Updated on 29/03/2021

Justin Timberlake torna sul grande schermo con una storia emozionante che parla di redenzione, seconde possibilità, riscatto sociale e potere salvifico dell’amore. Palmer è presente sulla piattaforma Apple tv. Durata 1:51.

Justin Timberlake torna sul grande schermo e dimostra, ancora una volta, di essere un grande artista versatile e poliedrico. Lo fa, dopo un disco di successo e una performance ai Superbowl, con una storia emozionante che parla di redenzione, seconde possibilità, riscatto sociale e potere salvifico dell’amore. Palmer è presente sulla piattaforma Apple tv Durata 1:51.

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La trama del film

Eddie Palmer (Justin Timberlake), dopo aver scontato la sua condanna, torna nel suo paese natìo in Louisiana. Ad aspettarlo c’è sua nonna, Vivian (June Squibb), una donna di Chiesa rispettata da tutta la comunità. Palmer deciso a voltare pagina e si mette a cercare lavoro, sino a venire assunto come bidello nella scuola di paese. Vivian è solita ospitare un bambino di nome Sam (Ryder Allen), che viene abbandonato a più riprese dalla mamma tossicodipendente. Un bambino che sogna di essere una principessa invece che un supereroe: caratteristica che lo porta nel mirino dei bulli. Nasce così in Palmer un senso di protezione verso Sam e una voglia di paternità che lo porterà a riscattarsi dalla sua precedente vita.

Il nostro commento

Il regista Fisher Stevens dirige una sceneggiatura con una narrativa lineare, senza colpi di scena drammatici. Protagonista assoluto delle scena è Justin Timberlake, che interpreta un ex detenuto con problemi nel contenere la rabbia e che, grazie all’incontro con il più difficile dei bambini, scopre la sua voglia di paternità. Due personalità diverse unite dalla purezza dei sentimenti, che finiscono per salvarsi a vicenda. Palmer deciso a non commettere gli errori del passato, Sam imprigionato in un corpo che non rispecchia il suo gender.

Una storia intensa ed emozionante da non perdere

Sam trova in Palmer non solo protezione, ma anche la stabilità che sua madre non è mai riuscita a dargli. Il film mantiene per tutta la durata la giusta carica di pathos. Stevens affronta con estrema delicatezza e grazia la disforia di genere del piccolo Sam, interpretato da Ryder Allen, bambino di estremo talento e dolcezza, che è entrato con naturalezza nel personaggio. La scenografia semplice e minimale rende lo spazio in cui si muovono gli attori un giusto spazio dove dare sfogo ai sentimenti e alle emozioni senza filtri. Una storia intensa ed emozionante da non perdere.

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