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La rinnegata – La recensione del libro di Valeria Usala

“La rinnegata” edito da Garzanti è il romanzo d’esordio di Valeria Usala. Accolto con entusiasmo dalle libraie e dai librai che l’hanno letto in anteprima, il libro ha colpito subito anche i lettori e si sta affermando come una delle sorprese del mercato editoriale primaverile, per le qualità intrinseche del testo, non comuni per un libro di esordio, che lo rendono unico e dirompente.

La rinnegata” edito da Garzanti è il romanzo d’esordio di Valeria Usala. Accolto con entusiasmo dalle libraie e dai librai che l’hanno letto in anteprima, il libro ha colpito subito anche i lettori e si sta affermando come una delle sorprese del mercato editoriale primaverile, per le qualità intrinseche del testo, non comuni per un libro di esordio, che lo rendono unico e dirompente.

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La trama del libro

Siamo l’inerzia di un fiore reciso; il vigore nelle sue radici, trapiantate in terre straniere. Siamo l’impeto di un fuoco ardente; la quiete nelle sue ceneri, raccolte in cumuli sparsi.

Senza un uomo accanto, una donna non è nulla. Teresa ha sempre sentito l’eco di questa frase, come il vento durante la tempesta, ma non ci ha mai creduto. Lei che è quiete e fuoco, rabbia e tenerezza, lotta contro il pregiudizio da quando è nata. Rimasta orfana, non ha avuto nessuno a proteggerla dalla propria intelligenza, oltre che dalla propria bellezza. Un intero paese la rinnega, impaurito di fronte alla sua indipendenza, alle sue parole e alle sue azioni. Perché in fondo sono solo queste a renderla diversa dalle altre donne. Neanche aver creato una famiglia con l’uomo che ama ha messo a tacere le malelingue e i pettegolezzi.

Nessuno crede che la sua fortuna, derivante da un emporio e una taverna che ha costruito e gestisce con le sue forze, sia frutto di fatica e tenacia. Ma le voci sono sempre rimaste solo voci, anche quando a rispondere a tono è Maria, la bruja del villaggio, che vaga per le strade senza una meta precisa. Quando tutto cambia, Teresa deve difendere ciò che ha conquistato e dimostrare che può farcela da sola. Che non rinunciare a sé stessa significa essere libera. Vuole dare a quel vento, pieno di parole feroci, un afflato nuovo; ma il pregiudizio è forte e saldo, come una radice ancorata alla terra.

Se vuoi andartene, Tere’, fallo prima di cambiare idea”, disse, mentre la bocca le si chiudeva in una linea severa. “Ma ricordati che la libertà non ha terra promessa, è una lotta continua. La gente continuerà a fare finta di nulla, non importa quanto grande è l’ingiustizia. Tocca a te rimanere in piedi”.

Una storia di coraggio e rinuncia, di amore e potere, di rinascita e di speranza

Con il suo romanzo Valeria Usala ha scelto di dare voce a Teresa una donna dimenticata, una donna che ha deciso di resistere contro tutto e tutti. Da giovane autrice rompe il silenzio che avvolge una storia che ha molto da raccontare. Una storia in cui la Sardegna è protagonista attraverso la sua natura, le sue leggende e le sue contraddizioni. Una storia di coraggio e rinuncia, di amore e potere, di rinascita e di speranza. La voce della scrittrice è limpida e cristallina, capace con brevi ma intense pennellate di dipingere un ambiente, un’emozione, una situazione, dando vita a personaggi talmente ben descritti che sembrano persone reali, vicine, quasi amiche.

Valeria Usala crede nel potere della narrazione, più forte della nostra volontà e dei nostri sforzi

In una breve appendice al romanzo, molto utile al fine di comprendere il respiro dell’opera, rispondendo a delle domande, Valeria Usala ci fa sapere che crede nel potere della narrazione, più forte della nostra volontà e dei nostri sforzi. È convinta che sia stata questa storia a trovarla, non il contrario. Una storia che si ispira a una vicenda familiare di cui, per tanto tempo, nessuno ha voluto parlare. Si è tramandata sottovoce, grazie alle donne, ed è questa la ragione che l’ha spinta a trasferirla sulla pagina, per ridarle finalmente la dignità che merita. La vita di Teresa è stata una sfida continua. Quando l’ha incontrata, anche l’autrice stava affrontando sfide importanti, e scrivere di lei, con impegno e fiducia, senza maschere, le ha insegnato a godere della libertà e a trarre da questa ancora più forza.

Oh, maledette malelingue, la gente la distruggerà” cantava qualche anno fa Ivan Graziani narrando la storia di una ragazza ancora minorenne, colpevole soltanto di essersi innamorata un uomo più grande di lei, vittima di maldicenze, non accettazione e condizionamento sociale. Pregiudizi. Anche “La rinnegata” parla di come le voci e i pregiudizi dei un paese possano influenzare la storia dei personaggi, delle persone. Per Valeria Usala tutti noi viviamo un’esposizione costante al pregiudizio, e allo stesso tempo ne soffriamo le conseguenze.

L’intento di Valeria Usala era quello di fare luce su un’ingiustizia, guardare negli occhi una ferita profonda e chiamarla per nome

È qualcosa di profondamente umano, una debolezza della quale occorre essere coscienti ma non vittime, per quanto possibile. Teresa le ha insegnato che una persona è molto più dell’idea che gli altri si fanno di noi, e convincersi di questo aiuta a non soccombere, ad arginare il senso di colpa e a liberarsi da ogni schema mentale. Per questo, il tentativo, deve essere quello di resistere e ambire a diventare la versione migliore di noi stessi, senza termini di paragone; solo così l’istinto a sminuire ed etichettare il prossimo risulterà improvvisamente innocuo, poco più che accessorio.

Ma “La rinnegata” è anche un romanzo pieno di speranza. L’autrice crede che le ultime pagine del libro custodiscano una fiducia in grado di illuminare il presente, ancor prima del futuro. È vero che il tempo è in grado di offuscare i ricordi e lenire le sofferenze, ma non è detto che faccia altrettanto con la rabbia e con il senso di colpa. L’intento di Valeria Usala era quello di fare luce su un’ingiustizia, guardare negli occhi una ferita profonda e chiamarla per nome. Ma, a volte questa rivincita da sola non basta. La necessità di raccontare non solo la guerra, ma anche qualche tipo di pace, è il bisogno di rimarginare quella ferita, ricucirla per poter andare oltre. Credere o meno all’efficacia di questa scelta poi, spetta a ognuno di noi.

Questo aspetto è importantissimo perché la letteratura, fra i tanti, ha anche il dovere di farci riflettere, di ferirci a volte, ma allo stesso tempo di guarirci, lasciandoci la libertà di ripararci e di scoprirci nuovi. Dopo la lettura di questo romanzo, il lettore guarda il mondo da un’altra prospettiva, quella di Teresa, che ci ha cambiati.

Chi è l’autrice

Valeria Usala è nata vicino al mare e cresciuta in mezzo a un mare di storie. Dopo una laurea in lingue e comunicazione, un diploma in storytelling e anni di lotte contro il tempo, ha imparato che dedicarne di più a cinema, cibo e cruciverba fa bene alla salute, oltre che alla scrittura. La rinnegata (Garzanti, 2021) è il suo romanzo d’esordio.

Scheda del libro

Titolo: La rinnegata
Autore: Valeria Usala
Editore: Garzanti
Anno edizione: 2021
Pagine: 208 p.
ISBN: 9788811817499
Prezzo: € 16,00

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