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Il mosaico della “Real Casa” alla Centrale Montemartini di Roma

In esposizione dal 2 aprile 2022 alla Centrale Montemartini un mosaico pavimentale restaurato di epoca tardo imperiale. Il mosaico fu scoperto a Roma nel 1900 in via XX Settembre nella zona tra il Ministero della Real Casa e il giardino, nei pressi dell’attuale Giardino del Quirinale

In esposizione dal 2 aprile 2022 alla Centrale Montemartini un mosaico pavimentale restaurato di epoca tardo imperiale. Il mosaico fu scoperto a Roma nel 1900 in via XX Settembre nella zona tra il Ministero della Real Casa e il giardino, nei pressi dell’attuale Giardino del Quirinale.

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Le opere in mostra

I frammenti dell’opera musiva, risalente alla metà del III/inizio del IV secolo d.C., facevano parte di un ampio mosaico pavimentale, già interessato al momento della scoperta da estese lacune causate dall’inserimento di strutture moderne che hanno distrutto parte della pavimentazione. La superficie è interamente decorata da girali vegetali che fuoriescono da kantharoi, contenitori con alti manici, collocati negli angoli e al centro dei lati lunghi del pavimento.

La composizione è vivacizzata dall’inserimento di un riquadro policromo, collocato in posizione decentrata. Qui, all’interno di un campo giallo, è inserito un fiore a quattro petali con piccole foglie lanceolate negli spazi di risulta della composizione; una fascia separa questa decorazione da una cornice con motivo di fogliette di alloro stilizzate. Il grande ambiente pavimentato da questo mosaico, dalla superficie originaria di 8,40 x 6,70 metri, era la sala di rappresentanza di una nobile abitazione di epoca tardo-imperiale. In questo periodo si prediligono per i mosaici temi decorativi geometrici o riferiti al mondo della natura, mentre meno frequenti sono le tematiche mitologiche e quelle relative alla vita quotidiana, più diffuse nelle epoche precedenti.

Com’è avvenuto il restauro

Il restauro del mosaico ha comportato lo strappo dalla superficie su cui era collocato in origine. Un’operazione sempre traumatica, ma necessaria nei numerosissimi casi in cui risulta l’unica soluzione per conservare resti altrimenti destinati alla distruzione. Le operazioni di restauro e conservazione successive a tali eventi hanno quindi lo scopo di ripristinare le condizioni di stabilità dei tappeti musivi.

Nel caso di questi quattro mosaici, le condizioni dei supporti hanno fortemente risentito di una modalità di lavoro praticata in passato. Così le superfici a mosaico erano allettate su nuovi supporti in malta cementizia rinforzata con un’armatura di barre in lega di ferro. Un video permette di ripercorrere le fasi del restauro.

Un grande tappeto calpestabile in lionoleum

Nell’esposizione del mosaico della Real Casa alla Centrale Montemartini, gli esperti hanno posizionato i frammenti del pavimento restaurati, ma tra loro non combacianti, su un grande tappeto calpestabile realizzato in lionoleum, dove in scala 1:1 è riprodotto il motivo decorativo del mosaico. Questa ricostruzione grafica offre ai visitatori la visione d’insieme dell’opera. E suggerisce con immediatezza la ricchezza decorativa del complesso disegno originario.

L’esperienza multisensoriale

Con il proposito di rivolgersi a un pubblico più ampio, a completamento dell’apparato didattico, presente anche un pannello tattile corredato da didascalie in braille per ciechi e ipovedenti. E’ qui riprodotto a rilievo il motivo floreale del riquadro policromo del mosaico. L’esperienza di visita è resa multisensoriale per mezzo di un QR code applicato al pannello, grazie al quale i visitatori possono ascoltare un brano audio, un vero e proprio racconto sonoro che arricchisce e completa la percezione del mosaico esposto.

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