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I grandi disastri artistici della storia – L’incendio del castello di Windsor del 1992

Era il 20 novembre 1992 quando nel castello di Windsor, una delle residenze ufficiali della regina Elisabetta II del Regno Unito, scoppiò un importante incendio. Diversi preziosi e un dipinto di sir William Beechey andarono miseramente perduti

Era il 20 novembre 1992 quando nel castello di Windsor, una delle residenze ufficiali della regina Elisabetta II del Regno Unito, scoppiò un importante incendio. Ci vollero 36,5 milioni di sterline e dieci anni di lavori per restaurarlo completamente. Per sostenere tale spesa, la regina contribuì con 2 milioni, accettò di pagare le tasse sulle sue entrate e aprì al pubblico Buckingham Palace. Ciò nonostante, diversi preziosi e un dipinto di sir William Beechey andarono miseramente perduti.

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L’episodio dell’incendio

L’incendio scoppiò nella cappella privata della regina alle 11:15 di mattina quando una tenda prese fuoco a causa di un riflettore premuto contro di essa. Il controsoffitto nella St George’s Hall e il vuoto per le riserve di carbone sotto il suo pavimento permisero al fuoco di diffondersi. Le fiamme arrivarono fino alla torre Chester e crollarono diversi soffitti. Gli appartamenti bruciati includevano la Crimson Drawing Room (sventrata), la Green Drawing Room (gravemente danneggiata) e la cappella privata (incluso l’organo Henry Willis a due facce del XIX secolo, pannelli di quercia, vetro e altare).

I danni principali

Anche la sala da pranzo statale nella torre del Principe di Galles e la grande sala di ricevimento furono devastate. In totale, 100 stanze furono colpite dall’incendio. Gli appartamenti più piccoli danneggiati o distrutti comprendevano la Star Chamber, la Octagon Room, la torre Brunswick, la torre Cornovaglia, la torre del Principe di Galles, la torre Chester, la Sala Holbein e la Grande Cucin. Il muro esterno sopra la vetrata della Crimson Drawing Room subì una grave calcificazione.

Un disegno della cappella privata realizzato da Joseph Nash nel 1848

Molte delle opere d’arte erano assenti

Fortunatamente le stanze più gravemente danneggiate erano state in gran parte svuotate dei loro preziosi contenuti il giorno precedente. E alcune erano date in prestito per una mostra itinerante. Andò invece distrutto il ritratto equestre George III and the Prince of Wales Reviewing Troops di sir William Beechey (4×5 m), troppo grande per essere rimosso celermente. Andarono perduti anche diversi mobili, articoli in porcellana, lampadari e tappeti.

George III and the Prince of Wales Reviewing Troops di sir William Beechey

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