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Pigneto, cosa fare e vedere nella culla del neorealismo italiano

Last Updated on 04/08/2022

Il Pigneto, quartiere molto amato dai grandi registi del Cinema Neorealista, venne scelto per capolavori come Roma Città Aperta (1945) di Roberto Rossellini con Anna Magnani e Aldo Fabrizi. Pier Paolo Pasolini vi ambientò il suo primo film Accattone del 1961

Il Pigneto si estende da piazzale Labicano tra via Prenestina, via Casilina e via dell’Acqua Bullicante, a formare un triangolo. Il suo nome deriva dalla presenza di una lunga fila di pini, piantati dalla famiglia Caballini, posti lungo il muraglione della settecentesca Villa Serventi. Il quartiere, di impronta fortemente popolare, diventato negli ultimi anni zona di movida e di fervore culturale, nasce intorno al 1870 sugli orti, le ville e le vigne che lo popolavano già prima del Settecento.

I riferimenti cinematografici e la via pedonale

Il Pigneto, quartiere molto amato dai grandi registi del Cinema Neorealista, venne scelto per capolavori come Roma Città Aperta (1945) di Roberto Rossellini con Anna Magnani e Aldo Fabrizi. Pier Paolo Pasolini vi ambientò il suo primo film Accattone del 1961. Di giorno potrete passeggiare nel suo caratteristico mercato che si estende lungo tutta la via pedonale, la stessa che la sera si riempie di giovani, locali e non, per passeggiate o per affollare i tanti locali qui presenti.

Cosa vedere nel quartiere

L’area include affascinanti luoghi di interesse archeologico come Porta Maggiore e il Sepolcro di Eurisace, importanti architetture dell’Impero Romano, la Basilica Neopitagorica di Porta Maggiore, a circa 9 metri sotto il livello dell’attuale via Prenestina (primi decenni del I secolo d.C.) e il Sepolcro di largo Preneste, edificio funebre in opera laterizia databile tra il II e il III secolo d.C..

La street art al Pigneto, gli omaggi a Pasolini

Via Fanfulla da Lodi è il teatro di almeno tre omaggi a Pier Paolo Pasolini, che proprio qui amava passare le serate seduto ai tavolini dello storico Bar Necci. Il primo è firmato da Maupal, e si ispira a un breve passo dedicato al senso del bello e al mistero della visione. “L’occhio è l’unico che può accorgersi della bellezza”. Il secondo è di Omino71, nei panni di un supereroe che combatte contro il sistema. Infine quello firmato Mr. Klevra, che ritrae il volto di Maria ragazzina, entrata nella storia del cinema grazie a “Il Vangelo secondo Matteo”.

Le opere di Alice Pasquini, Etam Cru e Blu

Tra le altre opere presenti in via Fanfulla da Lodi spiccano questi due amanti su una panchina, immortalati da Alice Pasquini. In Via Lodovico Pavoni, invece, uno dei murales più grandi di Roma, alto ben 32 metri e dipinto dal duo polacco ETAM CRU. Concludiamo con una delle più belle opere di street art di Blu a Roma: si trova all’ingresso dell’ex-complesso industriale Snia Viscosa e rappresenta una massa di lavoratori sfruttati e sottomessi.

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