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Oscar italiani – Ieri, oggi, domani (1963): il volto di Sophia Loren per tre grandi donne

Ieri, oggi, domani (1963) di Vittorio De Sica vince l’Oscar come miglior film straniero. Con Sophia Loren e Marcello Mastroianni. Sophia Loren è Adelina, Anna e Mara. Un volto, tre donne. Le protagoniste, dei tre atti del film, che hanno donato al cinema il loro sguardo sul mondo tra l’incanto e il reale, tra il dramma e la commedia.

Ieri, oggi, domani (1963) di Vittorio De Sica vince l’Oscar come miglior film straniero. Con Sophia Loren e Marcello Mastroianni. Sophia Loren è Adelina, Anna e Mara; Un volto, tre donne. Le protagoniste, dei tre atti del film, che hanno donato al cinema il loro sguardo sul mondo tra l’incanto e il reale, tra il dramma e la commedia.

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L’umanità del quotidiano

In “Ieri, oggi, domani” Vittorio De Sica porta in scena l’umanità del quotidiano. Dipinta qui da un tocco di magica leggerezza cinematografica capace però di svelarne l’anima che le dà vita. Grazie anche all’interpretazione di Marcello Mastroianni e Sophia Loren i tre racconti diventano finestre aperte sulla realtà. Emerge quindi uno spaccato sociale dove la cultura, le istituzioni, i ruoli e tutte le intrasformabili maschere dell’Italia anni 50-70, comunicano in un dialogo sincero con l’esistenza. La spontaneità unita alla semplicità delle caratterizzazioni dei personaggi costituisce allora il dinamico strumento della rappresentazione. Capace questa di svelare i piccoli misteri dell’anima. Di metterne in scena quelle ombre che respirano con l’armonia del disincanto, con il sorriso.

Adelina

Dal soggetto di Eduardo De Filippo, Vittorio De Sica racconta la storia di Adelina (Sophia Loren). La venditrice di sigarette da contrabbando, nelle strade della chiassosa Napoli, che dovrà affrontare un mandato di carcerazione a suo carico. La via di fuga dalla prigione sarà una sola: la gravidanza. Dunque, come una rivisitazione moderna di Penelope nell’Odissea, realizzerà il suo piano difensivo partorendo sei figli. Tuttavia il marito Carmine (Marcello Mastroianni), a causa dello stress e della fatica imposta dalla situazione gravante, non riuscirà a sostenere la strategia di sua moglie. La quale quindi non essendo più incinta, incontrerà la prigione. Grazie pero all’aiuto del gioioso popolo napoletano sarà rilasciata per poter tornare libera dalla sua famiglia.

Anna

Dal soggetto di Cesare Zavattini prende vita il secondo atto del film. Una lunga soggettiva dello sguardo della ricchissima Anna (Sophia Loren) che viaggia a bordo del lusso, quello di una Rols Royce, da inizio alle prime presentazioni del personaggio. Da subito lo spettatore è trasportato nell’azione. Dalla soggettiva in macchina all’intimità dei pensieri della ricca e annoiata Anna. La quale farà salire a bordo del suo “gioiello”, quasi unico spazio filmico dell’azione, Renzo (Marcello Mastroianni) un giovane di media estrazione sociale; con lui il pubblico. Qui il fascino indosserà la maschera di una donna stanca della propria vita borghese di comodità e bisognosa di colmare il suo vuoto esistenziale. Ma la malinconica rappresentazione di sé stessa sarà volgarmente tradita dalla sua vera natura…

Mara

Dal soggetto di Cesare Zavattini nasce il terzo racconto cinematografico, “Anna”. Una prostituta la cui vitale e dolce sensualità scatenerà l’esasperato amore di Augusto, un galantuomo bolognese, e quello di un seminarista. È sulla terrazza di un appartamento che affaccia su piazza Navona che il ruolo religioso scambierà le sue battute con la passione. In un alternarsi quindi di micro eventi dettato da un equilibrato gioco di tempi comici De Sica dipinge il movimento del suo quadro cinematografico. I colori del quale risiedono nella profondità attraverso cui la coscienza personale sfida la natura del desiderio. Cosi Il fascino disimpegnato e caldo di Sophia Loren nelle vesti di Mara sarà lo spettacolo a cui però nessuno potrà assistere. Alimentando quindi il desiderio, attraverso la sua negazione. Fino all’iconico spogliarello della Loren, dove la sensualità del suo corpo trionferà nell’immaginario collettivo come simbolo stesso della bellezza.

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