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Il “Tattilismo” di Marinetti inaugura le pubblicazioni di una nuova casa editrice

La casa editrice milanese FVE inaugura le proprie pubblicazioni con un inedito del padre del futurismo, il manifesto del “Tattilismo” del 1921.

La nuova casa editrice FVE inaugura le sue pubblicazioni dando alle stampe un testo inedito di Filippo Tommaso Marinetti. Si tratta del manifesto futurista del “Tattilismo”, letto al Théatre de l’Oeuvre di Parigi nel 1921. L’agile volumetto riporta il testo della conferenza e della redazione pubblicata, sempre nello stesso anno, sul giornale “Comoedia”. Ai due testi si accompagna un testo di Marinetti nel 1914, Lo splendore geometrico e meccanico, in cui vengono ribaditi alcuni punti fondamentali dell’estetica futurista, così come teorizzata dallo stesso Marinetti nel celeberrimo manifesto del 1909.

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Il tattilismo

Il Tattlismo marinettiano nasce dalla volontà di ampliare la portata sensoriale dell’arte futurista. Questa nuova “appendice” del futurismo, vuole insomma trovare un nuovo linguaggio artistico partendo dalla modalità di fruizione stessa dell’opera d’arte. È, in sostanza, un riappropriarsi dei corpi, del tatto e della sensibilità dell’epidermide. Marinetti definisce il tattilismo un “viaggio di mani”, un vagare attraverso i “valori tattili”, che aggiornano e sostituiscono i valori plastici o visuali delle arti tradizionali. Laddove, insomma, l’opera d’arte canonica necessita della vista, per gli agglomerati multimaterale delle “tavole tattili” servono i polpastrelli.

Una nuova arte tattile

“Il Tattilismo mi sembra particolarmente riservato ai giovani poeti, ai pianisti, ai dattilografi, e a tutti i temperamenti erotici raffinati e potenti”; non è insomma una questione (solo) per pittori e scultori. L’intuizione viene a Marinetti nel 1917, nel buio della trincea, quando, non potendo vedere cogli occhi, era costretto a orientarsi col tatto. Questo ricordo di guerra, è assai più rivelatore di quello che sembra. Non è un caso, forse, che la necessità di riappropriarsi del corpo come mezzo estetico sorga dopo l’ecatombe della prima guerra mondiale, quando i corpi (giovani) avevano fatto ben altra fine. E non mi pare casuale che l’interventista Marinetti, cerchi, più o meno inconsciamente, dopo l’orrore del conflitto, una riappropriazione “estetica” dei corpi, che ne restituisca una bellezza perduta nel fango della trincea.

Un’arte “digitale” ante litteram

Quella del tattilismo, insomma, è un’ulteriore ricerca di linguaggi nuovi messa in atto da Marinetti. Il futurismo è un’avanguaridia “totale”, nel senso che non si limita a voler rinnovare la pittura e la scultura, o a teorizzare una poesia nuova; gli interessi spaziano in tutti i campi estetici, dalla musica, alla moda, alla pubblicità, al cinema. Con questo manifesto “tardo” Marinetti (son passati dodici anni da quell’incendiario 1909) cerca un linguaggio nuovo direttamente nel tatto, finora “escluso” dalla fruizione estetica. Si tratta di un’intuizione che, a leggerla oggi, va al di là dell’avanguardia, e automaticamente si assimila ad un altro “tattilismo”, quello nostro moderno, “touch” e digitale.

Scheda del libro

Titolo: Tattilismo
Editore: FVE
Anno: 2020
Pagine: 60
ISBN:  9788894516029
Prezzo: 13 euro.

Come acquistare il libro

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