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Letteratura straniera – Il Novecento in quattro grandi libri

Last Updated on 15/12/2020

La letteratura straniera del Novecento in quattro grandi opere: Gente di Dublino di James Joyce, La metamorfosi di di Franz Kafka, Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald, Memorie di Adriano di Margherite Yourcenar.

La letteratura straniera del Novecento in quattro grandi opere: Gente di Dublino di James Joyce, La metamorfosi di di Franz Kafka, Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald, Memorie di Adriano di Margherite Yourcenar.

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Letteratura inglese: Gente di Dublino di James Joyce

James Joyce nasce nel 1882 a Dublino. Dal 1904 abbandona questa città e viaggia arrivando a Parigi, a Trieste ed a Zurigo. Muore qui nel 1941. Tra le sue opere più famose troviamo Dedalus del 1916 e Ulisse del 1922. Prima di questi due romanzi, nel 1914, scrive Gente di Dublino o I Dublinesi, una raccolta di quindici racconti. Joyce la invia ad un editore già nel 1905 ma non viene pubblicata per problemi di ordine morale. Lo stesso faranno altri editori.

Gente di Dublino parla di “paralisi” riferendosi ai suoi abitanti che vivono senza slanci ed in modo abitudinario. I personaggi di questi racconti hanno un’epifania e trovano il senso della situazione. Scopriamo, inoltre, un forte simbolismo, per esempio quando parla dei colori. Un altro simbolismo importante riguarda la morte ed infatti il primo racconto parla di una morte e l’ultimo si chiama I morti.

Ezra Pound analizza che «Joyce […] ci mostra le cose così come sono, non soltanto per Dublino, ma per qualsiasi altra città. L’autore […] è in grado di affrontare le cose che gli stanno intorno, e di affrontarle in maniera diretta, e tuttavia questi particolari non lo assorbono, egli riesce a cogliere l’elemento universale che in essi si cela».

Il Novecento nella letteratura tedesca: La metamorfosi di Franz Kafka

Franz Kafka nasce a Praga nel 1883. Il padre è un commerciante ebreo molto autoritario ed infatti non hanno buoni rapporti, tanto meno con la madre. Si laurea in giurisprudenza e fa l’impiegato. La sua vita sentimentale è abbastanza travagliata. I suoi rapporti amorosi e non sono testimoniati nella Lettera al padre, nelle Lettere a Felice e nelle Lettere a Milena. Nel 1924, dopo aver trovato una tranquillità con Dora Dymant, muore in un sanatorio a causa della tubercolosi.

La metamorfosi, del 1916, può essere considerata una delle poche opere che ha voluto pubblicare in vita. I suoi altri romanzi sono stati pubblicati postumi da Max Brod, un suo amico. Racconta la storia del commesso viaggiatore Gregor Samsa, il quale si risveglia trasformato in scarafaggio. Nonostante questa nuova dimensione non perde la consapevolezza umana. Finisce in tragedia, in una dimensione di esilio e dimenticanza. Kafka racconta la vicenda in un modo molto dettagliato e preciso. Sembra una descrizione naturalistica, invece troviamo rappresentazioni simboliche: queste due diverse visioni coesistono. Quello che emerge è un senso di solitudine e di esclusione. Vediamo anche il rapporto travagliato con il padre, lo stesso che Kafka aveva con il suo. Il protagonista, anche se trasformato in uno scarafaggio, conserva la sua umanità. La sua morte viene vista come una liberazione, con tutto il simbolismo che trasmette.

Letteratura americana: Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald

Francis Scott Fitzgerald ha vissuto tra il 1896 ed il 1940 in America. Il periodo che va dalla fine della Prima Guerra Mondiale alla crisi economica del “giovedì nero” del 1929 diventa fondamentale per gli americani. Nuovi modelli prendono vita, troviamo l’ottimismo per il benessere ma anche la paura della rivoluzione russa; la conquista del suffragio femminile nel 1920 e la nascita del proibizionismo; la liberalizzazione delle donne che diventano indipendenti ma la stampa che critica questa libertà. Il 24 ottobre 1929, con il crollo di Wall Street, muore il sogno americano. Questo periodo degli anni Venti viene chiamato “età del jazz”: chi vive questo momento vuole bruciare le tappe, godersi la vita ed avere tante esperienze.

Proprio questa generazione perduta viene raccontata da Fitzgerald in quello che può essere considerato il suo miglior romanzo: Il grande Gatsby, del 1925. Costruito in nove capitoli, troviamo presente e passato che si incastrano, e la storia viene narrata da un vicino di casa di Gatsby, Nick, che scopriamo essere anche cugino di secondo grado di Daisy e compagno di college del marito di lei. Racconta di vite di miliardari, delle loro feste, ma personaggi carenti per ciò che riguarda le vere esigenze dell’uomo. La storia di Gatsby, innamorato di Daisy e che vuole riconquistarla, nonostante abbia acquisito delle ricchezze grazie a delle losche attività, finisce in tragedia. Il protagonista del romanzo può essere considerato un otsider, perché, nonostante sia diventato ricco, quindi visto come segno di realizzazione, perde tutto: così come il sogno americano era finito negli anni Venti.

La letteratura francese del Novecento: Memorie di Adriano di Margherite Yourcenar

Margherite Yourcenar, nata nel 1903 e morta nel 1987, è un’autrice molto prolifica del Novecento: scrive romanzi, racconti, una trilogia di memorie autobiografiche, opere teatrali e saggi. Due, però, sono i suoi romanzi più apprezzati da pubblico e critica: Memorie di Adriano e Opera al nero. La sua vocazione, come si evince da queste due opere, è quella di ricostruire personaggi o avvenimenti del passato oppure riportare delle sue esperienza passate trasportandole in un’epoca precisa. Preferisce le epoche di trapasso, come per esempio in Memorie di Adriano, quando si afferma il cristianesimo.

Memorie di Adriano, del 1958, racconta, in forma di lettera, il bilancio sia privato sia pubblico che Adriano scrive al suo futuro successore Marco Aurelio. Publio Elio Adriano, imperatore romano dal 117 al 138 d.C., scrive questa lettera intorno al 136, quando Marco Aurelio ha circa quindici anni. Il motivo per il quale Adriano compone queste memorie è perché sente di essere vicino alla fine della sua vita, pertanto racconta sia la sua vita privata sia le sue azioni da imperatore. Nonostante sia ambientato nell’epoca di Adriano, si percepisce il differente periodo storico nel quale la Yourcenar lo ha composto e, di conseguenza, la modernità di quando tratta alcune situazioni: per esempio, quando parla della schiavitù.

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