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Letteratura straniera – Il Settecento in quattro grandi libri

La letteratura straniera del Settecento in quattro grandi opere: Robinson Crusoe di Daniel Defoe, I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift, I dolori del giovane Werther di Wolfgang Goethe, Le nozze di Figaro di Pierre-Augustin Beaumarchais

Il nostro viaggio attraverso la letteratura straniera arriva al Settecento. In questo periodo, cambia la definizione di uomo di cultura che diventa colui che si impegna nelle cose utili. Il giornale Spectator, pubblicato in Inghilterra da Joseph Addison e Richard Steele, vuole divulgare concetti quali valorizzare i commerci e le attività pratiche, il decoro e l’equilibrio. Non solo: in questo periodo si vogliono distruggere miti e superstizioni, i pregiudizi ed alcune sicurezze teologiche. L’Illuminismo vuole, grazie ai lumi della ragione, scuotere ciò che la pigrizia mentale ha sempre accolto e conoscere il mondo dell’uomo con la scienza e la tecnica. Nascono nuovi generi letterari come i pamphlets, il reportage giornalistico e nasce l’Enciclopedia, opera di divulgazione, che utilizza l’ordine alfabetico.

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Intraprendenza e laboriosità: Robinson Crusoe di Daniel Defoe

In opposizione al nobile e al suo benessere solo ereditato, l’uomo dell’Illuminismo è votato al lavoro, produce ed è in grado di lottare. Robinson Crusoe, del 1719, è il primo romanzo che ha tutti questi aspetti. Daniel Defoe, nato nel 1660 e morto nel 1731, con quest’opera riesce ad avere un grande successo. Oltre a descrivere realisticamente oggetti ed elementi naturali, con quella concretezza che piace alla borghesia commerciale, allo stesso tempo appaga chi vuole sentir raccontare storie esotiche e di avventura, che iniziano ad essere richieste dopo l’espansione marittima e l’attività della Compagnia delle Indie. Inoltre, nella lotta alla natura e alle peripezie che affronta Robinson, la borghesia si riconosce nella sfida alle proprie avversità.

James Joyce considera Robinson la «vera anima inglese», oltre ad essere «vero simbolo della conquista britannica […], il quale naufragato in un’isola solitaria con un coltello e una pipa diventa architetto, falegname, arrotino, prestinaio […]. Egli è il vero prototipo del colonizzatore britannico […]. Tutta l’anima inglese è in Crusoe: l’indipendenza virile, la crudeltà inconscia, […] l’apatia sessuale, la religiosità pratica e bene equilibrata, la taciturnità calcolatrice».

Il Settecento: I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift

Ne I viaggi di Gulliver, del 1726, Jonathan Swift utilizza la satira per criticare le istituzioni e la società attuale, servendosi di paesi e popoli fantastici visitati da Gulliver nel viaggio che intraprende. Swift, nato nel 1667 e morto nel 1745, ha trascorso la sua esistenza, oltre ad aver avuto una complessa vita sentimentale, partecipando alle lotte politiche ed alla società letteraria e religiosa. Il suo romanzo, nonostante abbia un approccio pessimistico, favorisce uno spirito critico.

I dolori del giovane Werther di Wolfgang Goethe

Wolfgang Goethe nasce nel 1749 a Francoforte sul Meno. Nonostante gli studi giuridici si dedica alle attività letterarie. Nel 1775, dopo la fama europea ricevuta con la pubblicazione de I dolori del giovane Werther nel 1774, viene invitato a Weimar dal duca Carlo Augusto come precettore. Weimar diventerà un centro culturale dove verranno filosofi, artisti e letterati. Tra il 1786 ed il 1788 effettua un viaggio in Italia per tornare a Weimar e trascorrervi il resto dell’esistenza, tra numerosi interessi e una grande creatività, fino al 1832, anno della sua morte.

Il romanzo I dolori del giovane Werther, uno dei capolavori letterari del Settecento, viene pubblicato nel 1774, in una prima edizione. E successivamente nel 1782 in una versione definitiva. La trama racconta di Werther, giovane intellettuale, che si innamora di Lotte. Non potendo avere una piena storia sentimentale, visto che lei è fidanzata con un altro, Werther non riesce a sopravvivere, si sente represso tra la passione e le norme sociali. Con questo romanzo Goethe definisce per la prima volta un modo di essere che ispirerà altri scrittori.

Scritto sotto la forma di diario e di lettere, non si tratta esclusivamente di un romanzo d’amore, troviamo pochi intrecci e pochi sviluppi narrativi ma è pieno di riflessioni e giudizi. Nonostante presenti delle situazioni dello Sturm und Drang – manifestazione letteraria tra il 1770 ed il 1785 che significa “tempesta e passione” o “tempesta e assalto” e che deve il suo nome al dramma di Friedrich Klinger – nel Werther troviamo il vittimismo del protagonista, il suo non riuscire a realizzarsi totalmente, che vediamo raffigurato nell’impossibilità del suo amore per Lotte.

Il Settecento: Le nozze di Figaro di Pierre-Augustin Beaumarchais

Pierre-Augustin Beaumarchais (1732-1799) ha avuto un vita movimentata, passando dal successo alla rovina finanziaria. Nonostante il trionfo del suo Il barbiere di Siviglia nel 1775, ha atteso sei anni prima che venisse pubblicata, nel 1784, la commedia Le nozze di Figaro. In quest’opera ritroviamo i personaggi de Il barbiere di Siviglia. Il Conte e Rosina si sono sposati ed ora Figaro vuole prendere in moglie Susanna, cameriera della Contessa. Il Conte, annoiato dal suo matrimonio, vuole insidiare Susanna mentre Figaro subisce le pretese di Marcellina, la quale parla di una promessa di matrimonio.

Alla fine, dopo una serie di equivoci ed inganni, si ristabilirà l’ordine con una riappacificazione collettiva. Il ritardo della pubblicazione è dovuto ai censori che hanno trovato nella commedia una sfrontatezza contro le istituzioni tradizionali, paragonando l’efficienza e l’intelligenza del borghese (Figaro) alla stoltezza dell’aristocrazia (il Conte). Beaumarchais riesce, utilizzando gli strumenti del teatro come gli intrighi, le vicende d’amore e gli scambi di persona, a “sconfiggere” la nobiltà.

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