Skip to content

L’eros segreto di Dante, i segreti del Poeta con una nuova lettura allegorica della Commedia

Uno degli aspetti meno noti ma più sorprendenti di Dante Alighieri è quello del “suo eros”. Una caratteristica che fa capolino, a sorpresa, in mezzo ai versi teologici della Divina Commedia. A scoprirlo è Renato Ariano, medico, scrittore e studioso, col suo ultimo libro “L’eros segreto di Dante”…

Le celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri offrono l’occasione per analizzare con occhi inediti la personalità del poeta fiorentino e per cercare di comprenderne i messaggi segreti o meno facili da decifrare. Secondo questo approccio, uno degli aspetti meno noti ma più sorprendenti è quello dell’eros dantesco, che fa capolino, a sorpresa, in mezzo ai versi teologici della Divina Commedia. La scoperta di questo messaggio è di Renato Ariano, medico, scrittore e studioso di Dante, che ne parla nel suo ultimo libro “L’eros segreto di Dante”, edizioni Youcanprint.

La lettura allegorica della Commedia e la vena erotica

Tutti sanno che la Divina Commedia di Dante è un’opera allegorica, con diversi livelli di lettura. Ariano ne propone uno inedito e clamoroso, di solito ignorato o addirittura rimosso dai commentatori ufficiali: quello dell’eros dantesco.

Nel corso dei secoli, il Poeta è stato trasformato, nell’immaginario collettivo, in una figura rigida e stereotipata – sottolinea Ariano – Eppure, sono numerosissimi i passi oscuri e ambigui che il poeta sciorina sotto il naso del lettore. A volte avvertendolo, ma più spesso dissimulandoli con voluta noncuranza. La rivelazione di canti della Commedia, soprattutto del Paradiso, in cui Dante, con grande ambiguità e dissimulazione, inserisce aspetti di evidente sessualità ed erotismo, sino alla descrizione dei suoi rapporti erotici con Beatrice, sarà certo sconvolgente per quanti siano ancora legati alla visione di un Dante bigotto e ortodosso. Al termine del libro il lettore potrà capire che il messaggio segreto di Dante è ancora oggi attuale e rivoluzionario, in una società solo apparentemente permissiva”.

Il linguaggio colorito e la commedia da sogno

A testimonianza di un linguaggio molto libero e non senza doppi sensi osceni, l’autore rileva nella Commedia il frequente uso di espressioni molto sboccate. Come“bordello, culo, femmine da conio, puttana, puttaneggiar, meretrici, merda, natiche, sconcia, sozzo”. A questi elementi facilmente intuibili, va aggiunto il fatto che la Commedia è una “mirabile visione”, quindi è come un sogno e in quanto tale va interpretata non tanto con la razionalità, quanto con l’intuizione. “Nella Commedia Dante utilizza non la prosa ma la poesia. Ossia lo strumento più idoneo per trasmettere il rumore di fondo delle energie e degli archetipi che si agitano nell’inconscio collettivo – evidenzia Ariano – È anche vero che le pulsioni più profonde, come quelle sessuali, che proprio laggiù risiedono, talvolta possono emergere a sorpresa, violando i confini dell’autocensura dell’autore. I sogni descritti da Dante vengono reinterpretati, in questo libro in chiave psicoanalitica”.

Perché qualcuno dovrebbe leggere il libro “L’eros segreto di Dante”?

Perché scoprirà, con sorpresa, un Dante meno tradizionale e ingessato di quello in cui la cultura ufficiale lo ha trasformato, nei secoli. Per molti lettori tradizionali sarà una scoperta addirittura sconvolgente. Nella Commedia ci sono un sacco di messaggi occulti e dissimulati, perché Dante doveva proteggersi da molti nemici. Come l’Inquisizione cattolica, che lo avrebbe certo condannato se lui avesse espresso troppo esplicitamente il suo pensiero. Di nemici politici ne aveva già troppi, dato il suo caratteraccio, e non poteva esporsi troppo. Nel mio libro il lettore troverà la risposta a molti dei segreti che lui nasconde nella Commedia. In particolare vengono rivelati passi erotici ambigui e abitualmente dissimulati, presenti soprattutto nel Paradiso, che come ho già detto è la cantica meno conosciuta dai lettori comuni.

Come è possibile che questi segreti finora non siano stati ancora rivelati da qualcuno?

Questi segreti della Commedia di Dante Alighieri sono sempre stati sotto gli occhi di tutti. Non credo certo di essere stato il primo a scoprirli. Penso piuttosto che, nel corso dei secoli, questa scelta del Poeta sia stata sistematicamente nascosta o mistificata al fine di disinnescare la carica rivoluzionaria del Poeta, ricoprendola con un velo di bigottismo e conformismo. La Commedia non è solo la banale favoletta della redenzione di un’anima che giunge al Paradiso, dopo aver visto i peccati dell’umanità.

Dante voleva lanciare un diverso messaggio per cui la liberazione e la salvezza dell’individuo passa attraverso l’integrazione e l’equilibrio estremo tra sacro e profano. Per questo Dante presenta a sorpresa, nella Commedia, immagini di estremo erotismo che sfuggono ai meno attenti o vengono tralasciate dai più prudenti. Quindi non bisogna pensare a un Dante bigotto e ortodosso, come ancor oggi qualcuno vorrebbe farci credere. Invece si rivela un personaggio dallo spirito totalmente libero e ancor oggi attualissimo.

Perché Dante avrebbe inserito brani erotici all’interno di un’opera teologica, oltre che poetica?

Dante era un uomo molto passionale, nel bene e nel male. E come ci dice Boccaccio, il suo primo biografo, estremamente lussurioso, per tutta la sua vita. Lo si ricava anche da altre sue opere, meno studiate a scuola, come ad esempio le rime petrose, di una sensualità esasperata. Su questo particolare di solito gli insegnanti sorvolano. Si tende, invece, a sottolineare l’amore platonico e spirituale nei confronti di Beatrice, metaforicamente interpretata come la Grazia divina ricevuta e l’allegoria di Cristo che salva l’umanità.

Probabilmente, in vita, Dante non ebbe mai un vero rapporto amoroso con questa donna, descritta come un angelo sceso dal cielo. In realtà, come dice Jorge Luis Borges, Dante ha scritto la Commedia per poter idealmente far rinascere Beatrice e realizzare fantasiosamente con lei un vero rapporto. Questo suo sogno lo costruisce con estrema efficacia poetica e con passi di estrema sensualità ed erotismo, che sciorina di fronte al lettore in ben ventidue passi del Paradiso. Questa sua scelta è coerente con la sua visione della realtà in cui egli lega indissolubilmente l’Amor sacro all’Amor profano.

Chi è l’autore

Renato Ariano è medico, scrittore e studioso di Dante. In passato ha pubblicato numerosi testi scientifici di argomento allergologico. Si è anche occupato delle relazioni tra cambiamenti climatici e malattie allergiche. Ha già scritto un testo divulgativo per ragazzi “Il vento è un’autostrada per pollini” (Edizioni Leucotea). Nel 2017, invece, un saggio dal titolo “Dante, templare nascosto”. Adesso esce il secondo libro dantesco, “L’eros segreto di Dante” (Editore Bonanno). Nel corso dei suoi studi sul poeta fiorentino e dei suoi scritti e in particolare sulla Commedia, opera straordinaria e in gran parte enigmatica, l’autore ha individuato in essa dei particolari inaspettati e meno ortodossi rispetto a quello che la cultura accademica ci ha tramandato.

Appassionato di arte, teatro, cinema, libri, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine FacebookTwitterGoogle News e iscriviti alla nostra newsletter.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: