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L’opera di Paolo Sorrentino – la recensione del libro di Vittoriano Gallico

Un libro densissimo e ambizioso che scruta l’opera cinematografica e letteraria del regista premio Oscar, mettendone in luce le affinità e le divergenze con due grandi maestri del cinema mondiale

È uscito per Mimesis alla fine dell’anno appena trascorso il libro di Vittoriano Gallico che analizza l’opera di Paolo Sorrentino in relazione soprattutto a due tra i più grandi registi del cinema del Novecento. Il titolo completo ne chiarisce gli intenti: L’opera di Paolo Sorrentino tra le immagini di Federico Fellini e di Martin Scorsese. Il libro è densissimo di informazioni e puntuale nel mettere in luce le affinità e le divergenze tra il regista di La grande bellezza e i due maestri della generazione precedente, da sempre annoverati, più o meno propriamente, tra le influenze maggiori del regista partenopeo.

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I quattro numi di Sorrentino

Lo spunto arriva dalle parole stesse di Sorrentino, che nel discorso di accettazione dell’Oscar dichiarò di essere debitore di quattro autorità della nostra storia recente. Si tratta di Federico Fellini e di Martin Scorsese, a cui si aggiungevano i Talking Heads e Diego Armando Maradona. Con Maradona e la sua “divinità” il regista napoletano ha saldato magistralmente i debiti nel suo ultimo È stata la mano di Dio. L’influenza dei Talking Heads sarebbe da approfondire, perché oltre ad essere la più “sghemba” è anche quella che, col suo andamento carsico e affatto inedito, ha in realtà un ruolo fondamentale nel cinema del regista. Non basta insomma This must be the Place per chiarire i debiti di Sorrentino con David Byrne e soci.

Scorsese e Fellini, tra affinità e dissonanze

Il libro di Gallico si sofferma però principalmente sui due “colleghi”, Scorsese e Fellini. Lo fa con precisione accademica (il libro è il risultato di un dottorato di ricerca), cercando di ricostruire non solo i debiti ma anche le “dissonanze” tra i tre autori. Insomma, l’autore cerca di sfuggire al luogo comune, ormai di lunga data, del Sorrentino regista “felliniano” o “scorsesiano”. Lo fa in maniera interdisciplinare, non dimenticando cioè che Sorrentino è anche autore di libri; e lo fa con la consapevolezza che mettere a confronto tre autori di tre generazioni differenti comporta una serie di problemi di metodo di non facile soluzione.

Sorrentino: l’intreccio delle influenze

Quello che ne viene fuori è un libro ambizioso che percorre molti sentieri di ricerca. Il confronto riguarda la fitta rete di influenze e di differenze sotto diversi punti di vista. Si prende in esame, ad esempio, la costruzione dei personaggi destinati al fallimento nei film di Sorrentino, messi a confronto con quelli altrettanto “decadenti” del regista italoamericano. E così via, fino ad una considerazione finale sostanzialmente condivisibile, e cioè che se i rapporti con Scorsese sono più manifesti e in un certo senso scoperti, l’eredità felliniana è meno forte e sicuramente più dissonante. Forse più un luogo comune critico, o un’eco quasi involontaria più che una consapevole volontà di omaggio o di citazione. Un libro insomma, questo di Gallico, pieno di spunti per la lettura riguardo un autore che, forse suo malgrado, si avvicina sempre più allo status di “classico” del nostro cinema.

Scheda del libro

Titolo: L’opera di Paolo Sorrentino tra le immagini di Federico Fellini e di Martin Scorsese.
A cura di: Vittoriano Gallico
Editore: Mimesis
Anno: 2021
Pagine: 394
ISBN: 8857580741
Prezzo: 28 euro.

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