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Le dodici vite di Alfred Hitchcock – la recensione del libro di Edward White

Le dodici vite di Alfred Hitchcock, edito da Il Saggiatore, è un volume che racconta il grande regista attraverso dodici ritratti. Dodici “vite” che restituiscono altrettanti Hitchcock, tra cinema, vita privata e leggenda…

Non è facile scrivere un libro originale su Alfred Hitchcock. Sul regista britannico si sono versati i proverbiali fiumi d’inchiostro, e su di lui si trovano veri capolavori della critica cinematografica (uno si tutti il libro- intervista di Francois Truffaut). Le dodici vite di Alfred Hitchcock di Edward White, uscito recentemente per i tipi de Il Saggiatore, risolve il problema “scomponendo” la figura del regista e ci offre ben dodici ritratti che cercano di inquadrarne le molte sfumature di personalità e la sua carriera multiforme.

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Le dodici vite di Alfred Hitchcock

Dodici “vite” che ci restituiscono altrettanti ritratti del regista, e che indagano aspetti diversi, dalla vita privata a quella pubblica, dal cinema al mito, insistendo molto sull’importanza di Hitchcock nell’immaginario collettivo novecentesco. Dice bene White quando dice che Hitchcock è il regista più rappresentativo del ventesimo secolo, e non solo per meriti artistici, ma soprattutto come personaggio iconico, tra i più rappresentativi e riconoscibili del mondo moderno. Dagli anni Venti agli anni Settanta il cineasta ha infatti costruito non solo un’estetica cinematografica, ma ha esplorato alcuni temi chiavi della cultura occidentale, sia alta che “pop”.

Quanti Hitchcock

Scrive White che la figura di del regista britannico è incredibilmente sfaccettata. E le angolazioni attraverso il quale il regista è preso in esame sono tante. La sua storia, per l’autore, è quella “dell’affermarsi degli Stati Uniti come colosso culturale; della persistente ascesa del femminismo; l’evoluzione del ruolo del sesso, violenza e religione nella cultura popolare; dell’influenza dilagante della psicoanalisi; della crescita della pubblicità e delle attività di promozione come forza culturale; dell’annullamento della distanza tra arte e intrattenimento”.

L’uomo che visse dodici volte

E secondo questa impostazione, inedita sotto molti punti di vista, White ricostruisce i “vari” Hitchcock. Basta scorre l’indice, per capirlo. E allora avremo un Hitchcock eterno bambino; un “assassino” cinematografico (basta ensare alla scena della doccia di Psycho per capire quanto il tema sia fondamentale); l’autore e il donnaiolo; il dandy e il padre di famiglia; il voyeur (si pensi a Rear Window); e poi l’Hitchcock intrattenitore, tra cinema e TV; e poi il londinese (nonostante una vita spesa negli Stati Uniti) e l’uomo di Dio. Un libro, insomma, che sposta di di continuo i punti di vista si propone l’arduo compito di inquadrare uno dei miti del Novecento in una lettura che in fondo si vuole unitaria, pur essendo così frammentata. Ed è indubbio che, come per tutti i miti, così come per tutti i “costruttori” di immaginario collettivo, ci sono sempre cose nuove da dire su Alfred Hitchcock.

Scheda del libro

Titolo: Le dodici vite di Alfred Hitchcok
A cura di: Edward White
Editore: Il Saggiatore
Anno: 2021
Pagine: 432
ISBN: 9788842829706
Prezzo: 27 euro.

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