Anima nomade, la recensione del libro di Francesco Faraci
Anima nomade. Da Pasolini alla fotografia povera è un libro che raccoglie scritti e immagini di Francesco Faraci. Il racconto di una fotografia “randagia” e di una cultura “nomade“. Edito da Mimesis.

La fotografia di strada di Francesco Faraci va oltre il semplice documento umano. E non è un caso che il fotografo siciliano si rifaccia a Pasolini indicandolo come guida e come punto di riferimento per la sua estetica. Il lirismo e la trasfigurazione metafisica dei corpi pasoliniani, quelli di Accattone, o quelli commoventi e poetici del Vangelo secondo Matteo, sembrano rivivere negli scatti di Faraci, in un neorealismo “sacro” in cui realtà e trascendente si fondono in uno sguardo unitario. “Anima nomade. Da Pasolini alla fotografia povera” è edito da Mimesis.
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Una fotografia pasoliniana
Il fotografo è diretto nel rimarcare questa discendenza: “Quella realtà che Pasolini descriveva in forma di poesia […], la coraggiosa scelta di prediligere agli attori professionisti la gente comune presa dalla strada per rendere umano ciò che è divino […], le sue lucide e talvolta spietate considerazioni sulla società sono servite, e ancora oggi servono, da grimaldello per il mio lavoro “. E la sua è una fotografia “pasoliniana” non solo nei temi, ma anche nelle scelte formali, nella composizioni dell’immagine e nell’uso della luce come mezzo primario di comprensione del reale.
Un fotografo siciliano
E pasoliniano, ma non solo, è il lavoro sul corpo e sulla sua sacralità, sulla sua presenza forte, quasi caravaggesca, davanti all’obiettivo. Scrive Franco Arminio nella prefazione: “Questo libro ci dice che dobbiamo festeggiare la luce, dobbiamo festeggiare i corpi, dobbiamo festeggiare i luoghi”; e in questi corpi non manca mai la celebrazione di una vitalità a volte difficile, ma sempre fortissima e necessaria. La fisicità dei soggetti colti nelle strade, con uno spirito nomade, e dunque non giudicante, e con uno sguardo asciutto e pieno allo stesso tempo, libera le fotografie di Faraci da qualsiasi retorica o luogo comune della fotografia “di strada” (in questo senso si parla di “fotografia povera”). Il suo è un en plein air “lirico” scattato in un bianco e nero che riesce a far percepire tutti i colori e i profumi del Mediterraneo, e di una Sicilia (quella di Sciascia, di Bufalino ma anche di Ciprì e Maresco) “in cui ci si affretta a vivere senza troppo badare al futuro”.
Scheda del libro
Titolo: Anima Nomade. Da Pasolini alla fotografia povera.
Autore: Francesco Faraci.
Editore: Mimesis.
Pagine: 110.
ISBN:9788857588996.
Prezzo: 12 euro.
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“Come saremmo colti se conoscessimo bene solo cinque o sei libri”, scriveva Flaubert.
Luca Verrelli cerca di essere un buon lettore.