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Il dipinto perduto del 1600 – Che fine ha fatto la Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi di Caravaggio?

Il valore del dipinto La Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi, realizzato da Caravaggio, si aggirerebbe secondo l’FBI oggi intorno ai 20 milioni di dollari. L’olio su tela è nella lista mondiale dei dieci capolavori rubati più importanti: la sua ultima apparizione certa risale all’ottobre 1969

Il valore del dipinto La Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi, olio su tela (268×197 cm ), realizzato da Caravaggio, si aggirerebbe secondo l’FBI oggi intorno ai 20 milioni di dollari. L’olio su tela è nella lista mondiale dei dieci capolavori rubati più importanti: la sua ultima apparizione certa risale all’ottobre 1969.

Analisi dell’opera

La tela racconta la nascita di Cristo, ma con un realismo autentico che rende l’episodio “vero”. I santi, le madonne del Caravaggio hanno le fattezze dei poveri. E ogni personaggio è rappresentato in maniera spontanea: a partire da san Giuseppe, di spalle mentre dialoga con un pastore che si trova dietro san Francesco d’Assisi. Quest’ultimo vuol rappresentare un tributo all’Oratorio, che all’epoca era passato alla Venerabile Compagnia a lui devota costituitasi già nel 1564. A sinistra, invece, troviamo San Lorenzo.

La Madonna appare invece malinconica, forse presagisce già il destino del figlio: sarebbe la stessa modella che compare nella Giuditta e Oloferne. La testa del bue è chiaramente visibile, mentre l’asino si intravede appena. Proprio sopra il Bambino vi è infine un angelo planante, simbolo della gloria divina. Ciò che conferisce particolare drammaticità all’evento è il gioco di colori e luci che caratterizzano questa fase creativa del pittore. A conferire maggiore drammaticità ‘ l’uso di luci e colori, tipico di questa fase produttiva del pittore.

Il furto della tela e le ipotesi

Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 la tela venne trafugata dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo a causa delle assenti le misure di sicurezza. Il furto, commissionato dalla mafia siciliana, fu scoperto verso le tre del pomeriggio del 18 da una custode. Da allora, fiorirà una congerie di teorie sul destino dell’opera.

Tra le tante, si dice che sarebbe stata seppellita nelle campagne di Palermo, insieme a eroina e denaro dal boss Gerlando Alberti. Nel 1996 Giovanni Brusca riferì che il dipinto sarebbe invece stato riconsegnato in cambio di un alleggerimento dell’applicazione dell’articolo 41 bis. Lo Stato italiano rifiutò l’offerta.

Un altro pentito, Salvatore Cancemi, dichiarò che la Natività sarebbe stata esposta durante alcune riunioni della “Cupola” quale simbolo di potere e prestigio. Il pentito di mafia Gaspare Spatuzza riferisce che sarebbe stata affidata negli anni Ottanta alla famiglia Pullarà, che avrebbero nascosto l’opera in una stalla fuori città, dove fu rosicchiata da topi e maiali.

C’è chi sostiene invece che nel 1970 il boss Gaetano Badalamenti l’avrebbe trasferita in Svizzera in cambio di una notevole somma di franchi ad un antiquario svizzero, giunto a Palermo per definire l’affare.

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