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Cinque film nati dalla mente di Lars Von Trier, dove lo scandalo trova l’equilibrio nella “natura”

La casa di Jack, The idiots, Antichrist, Dogville, Nymphomaniac: cinque imperdibili film di Lars Von Trier e perché vederli…

La casa di Jack, The idiots, Antichrist, Dogville, Nymphomaniac: cinque imperdibili film di Lars Von Trier …

La casa di Jack (2018) con Matt Dillon, Uma Thurman e Bruno Ganz

La casa di Jack (2018) con Matt Dillon, Uma Thurman e Bruno Ganz
La casa di Jack (2018) con Matt Dillon, Uma Thurman e Bruno Ganz

L’onnisciente poeta Virgilio, nel film Verge (Bruno Ganz), accompagna Jack (Matt Dillon) nella degenerazione della sua discesa infernale. Il film diviso in capitoli è un trattato sulla malattia mentale. In particolar modo quella di Jack che degenera nell’ omicidio come fonte di soddisfazione temporanea, come una droga. Tuttavia se da una parte il film attraverso il punto di vista di Verge, offre uno sguardo analitico non privo di giudizio morale, dall’altra sono i macabri e immorali atti omicidi ad imporsi cinicamente.

Sembra la scissione tra coscienza e desiderio del regista stesso. Due filosofie opposte quindi intrecciano un dialogo costante tra loro. Una legata all’etica e alla moralità l’altra alla follia della supremazia malata dell’uomo sulla natura. Cosi che il valore del sangue umano versato, che disgusta per l’atrocità, diviene equiparabile per la mente del dannato a quello delle bestie. Naturale in un determinato sistema della “natura” governato dalle Leggi della forza e Jack si fa carico di dimostrarcelo. Con una certa perversità chirurgica nel mostrare la violenza, dalle tinte pulp e coloratissima grazie alla forte luminosità della luce, Lars Von Trier spinge i limiti oltre l’immaginabile. Oltre il macabro grottesco, oltre l’umana capacità di giudizio etico. le atrocità saranno funzionali alla creazione di un progetto architettonico ben preciso, la sua casa.

The idiots (1998) con Trine Michelsen, Anne Louis Hassing e Jens Albinus

The idiots (1998) con Trine Michelsen, Anne Louis Hassing e Jens Albinus
The idiots (1998) con Trine Michelsen, Anne Louis Hassing e Jens Albinus

Secondo film della corrente cinematografica del dogma 95, creata programmaticamente da Lars Von Trier e Thomas Vinterberg, in cui il fare cinema segue le loro stesse regole espresse nel manifesto. Contro l’evoluzione tecnica legata agli effetti speciali, Lars Von Trier lavora con una regia amatoriale il cui fine è quello di riprodurre fedelmente la realtà. Il film “the idiots” si candida ad affermarsi come il raggiungimento di tale ricerca dell’autenticità.

Tra amatoriale e documentario prende forma un’analisi profonda dell’animo che vede un gruppo di giovani alle prese con la loro idiozia interna. Idiozia come forma di ritiro dalle leggi che governano la vita sociale. Ma anche idiozia come cura dalle nevrosi, come liberazione dell’animo attraverso la sua regressione allo stadio animale.

Antichrist (2009) con Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg

Antichrist (2009) con Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg
Antichrist (2009) con Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg

Il regista danese affronta se stesso attraverso il film che segna la sua carriera per la sfrontatezza in cui ha portato la sofferenza privata nello schermo. Un dialogo con se stesso quindi in cui le tematiche delicate legate alla donna, alla natura e alla debolezza dell’esistenza, si fanno sincere e brutali. In un tripudio di orrore il male non si nasconde ma si palesa nella donna. Intesa più che come elemento di disturbo nella realizzazione del super-uomo dannunziano, come l’oggetto di una misoginia esistenziale.

Lui (Willem Dafoe) è l’uomo che soffre la sorte del dolore in uno stato di inferiorità dinnanzi la logica dell’irrazionale, dinnanzi la forza distruttrice della natura, dinnanzi la donna. Qui il cinema dimostra il suo potere terapeutico grazie alla forza catartica che investe chi lo vede ma anche, come in questo caso, chi lo fa.

Dogville (2003) con Nicole Kidman e Paul Bettany

Dogville (2003) con Nicole Kidman e Paul Bettany
Dogville (2003) con Nicole Kidman e Paul Bettany

Dogville segna il passaggio Dalla riproduzione della realtà in vista della massima fedeltà rappresentativa alla sua ricercata estrema stilizzazione scenica. Dogville è la città che costruisce una vuota e lontana icona del mondo. Lo spazio filmico in cui si realizza l’azione è infatti tracciato e definito esclusivamente in maniera simbolica. Da qui lo stato di visionarietà trasporta lo spettatore su un set-mondo in cui la vita sembra essere vista dall’alto. È la storia di un evento drammatico e umano, quello che vede Grace Mulligan (Nicole Kidman) ricercata da sicari mafiosi. Tuttavia la progettazione del film offre uno sguardo nuovo sull’evento noir, svuota la materia e la trama per restituire l’essenza dell’umanità. Lars Von Trier indaga l’animo come fosse in un laboratorio con una lente magica, quella del cinema.

Nymphomaniac (2013) con Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgard e Stacy Martin

Nymphomaniac (2013) con Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgard e Stacy Martin
Nymphomaniac (2013) con Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgard e Stacy Martin

Diviso in due volumi Lars Von Trier mette in scena il racconto autobiografico a capitoli della vita sessuale di una ninfomane, Joe (Charlotte Gainsbourg). Attraverso i flashbacks in una struttura dialogica, che vede Joe in compagnia di un anziano misericordioso di nome Seligman, dall’infanzia alla vita matura prende vita la confessione privata della donna. Il regista danese non si limita tuttavia alla rappresentazione della degenerazione legata alla malattia sessuale di Joe.

Infatti lo sguardo dello spettatore, identificabile con la sana moralità dell’anziano che ascolta, è attivato oltre il contenuto dell’immagine. La solitudine della condizione in cui riversa la donna diviene oggetto di pietà, al senso dell’osceno alterniamo la compassione. Questo grazie alla straordinaria capacità del regista di ricreare sullo schermo la vita, in tutta la brutalità della sua natura. Una riflessione da trattato in cui è il dialogo con il prossimo ma ancor prima con se stessi a garantire la fonte ultima della conoscenza umana.

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