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Il dipinto del 1600 – “La conversione di San Paolo” e le coraggiose scelte di Caravaggio

La Conversione di San Paolo (o Conversione di Saulo) è un dipinto a olio su tela di 230×175 cm, realizzato nel 1601 dal pittore italiano. E’ conservato nella Cappella Cerasi della Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma

La Conversione di San Paolo (o Conversione di Saulo) è un dipinto a olio su tela di 230×175 cm, realizzato nel 1601 dal pittore italiano Caravaggio. E’ conservato nella Cappella Cerasi della Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma.

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Analisi dell’opera

La scena ritrae il momento topico della conversione di Paolo (descritto in Atti 26,12-18). L’episodio è quello in cui a Saulo, sulla via di Damasco, appare un luminoso Gesù Cristo che gli ordina di desistere dal perseguitarlo e di diventare suo ministro e testimone. Sono presenti nella scena un vecchio e un cavallo, il quale, grazie all’intervento divino, alza lo zoccolo per non calpestare Paolo.

Perché manca Cristo?

Cristo è il grande assente del quadro. Secondo alcuni studiosi l’artista fece questa scelta perché il committente lo aveva esortato a rispettare proprio quanto fosse scritto negli Atti degli Apostoli. Secondo altri, l’artista non voleva che nei suoi quadri ci fossero figure divinizzate perché ciò sarebbe andato contro il realismo a cui Caravaggio mirava.

La conversione del cavallo

Alcuni critici hanno ironicamente soprannominato il dipinto la “Conversione del Cavallo”. Infatti l’animale occupa una parte rilevante del dipinto, sottolineando in questo modo anche lo spirito innovatore della sua pittura. Le norme paleottiane (le regole cui dovevano attenersi gli artisti della controriforma, redatte dal cardinale Gabriele Paleotti), infatti, richiedevano di non porre al centro della rappresentazione un animale o elementi secondari.

Il mistero dei due quadri

Il 24 settembre 1600 Caravaggio fu incaricato da monsignor Tiberio Cerasi di dipingere due quadri che raffigurassero il prodigio della conversione di san Paolo e la crocifissione di san Pietro. Sotto al dipinto attuale è stata scoperta un’opera completamente diversa che potrebbe essere o un’opera precedente o, probabilmente, una prima elaborazione del soggetto. Caravaggio presentò una prima versione della Conversione di san Paolo. Non si sa se i committenti cambiarono idea o se fu lui a cambiare programma dopo il ridimensionamento delle dimensioni della Cappella, in costruzione sotto la nuova direzione dell’Ospedale della Consolazione.

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