Il cavaliere inesistente è un romanzo fantastico di Italo Calvino scritto nel 1959, terzo capitolo della “trilogia araldica” intitolata I nostri antenati, dopo Il visconte dimezzato (1952) e Il barone rampante (1957)

Il cavaliere inesistente è un romanzo fantastico di Italo Calvino scritto nel 1959, terzo capitolo della “trilogia araldica” intitolata I nostri antenati, dopo Il visconte dimezzato (1952) e Il barone rampante (1957).
La trama de Il cavaliere inesistente
In un Medioevo favoloso e ironico, la guerra diventa “un passarsi di mano in mano roba sempre più ammaccata”. In questo contesto Suor Teodora narra la storia di Agilulfo, un cavaliere di Carlo Magno che in realtà non esiste perché è solo una splendida armatura vuota dentro. Dopo avere dato prova sotto le mura di Parigi del suo valore, Agilulfo parte con lo scudiere Gurdulù alla ricerca di Sofronia, lasciata in un convento quindici anni prima. Dopo mille avventure, inseguito da Bradamante innamorata di lui, ritrova Sofronia che però ritiene colpevole di gravi peccati. Lascia allora l’armatura al compagno d’arme Rambaldo e scompare.
Il senso dell’opera
Un’armatura vuota mossa dalla sola forza di volontà, che agisce in modo artificiale, priva di spontaneità. E’ la metafora dell’uomo moderno, in cui i vecchi valori sono stati sostituiti da disinteresse, apparenza e superficialità. Un uomo che appare disorientato, voglioso di apparire e di raccontarsi ovunque e comunque.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.


Complimenti per questo articolo.