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I capolavori di Roma: la Fontana della Barcaccia e il mistero della naumachia

Completata nel 1629 da Pietro e Gian Lorenzo Bernini, la sua particolare forma potrebbe essere stata ispirata dalla presenza sulla piazza di una barca in secca, a causa della piena del Tevere del 1598.

Uno dei luoghi più fotografati di Roma. Sarà la presenza di Piazza di Spagna, sarà il rituale di bere un sorso d’acqua, la Barcaccia, ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti, è uno dei piccoli grandi capolavori di Roma.

La storia della Barcaccia e dell’Acquedotto Vergine

Nel 1627 papa Urbano VIII incaricò Pietro Bernini di realizzare una fontana nella piazza sottostante la chiesa della Trinità dei Monti che allora, in mancanza della scalinata, sorgeva sul bordo di una scarpata.Il pontefice attuò, in realtà, un progetto risalente al 1570 che prevedeva di ornare con fontane pubbliche le piazze più importanti della città attraversate dal ristrutturato Acquedotto Vergine. La fontana fu commissionata a Pietro Bernini (1562-1629), architetto dell’Acqua Vergine dal 1623. L’opera fu completata nel 1629, e il Bernini fu aiutato anche dal figlio Gian Lorenzo, che probabilmente la completò alla morte del padre.

Le difficoltà tecniche per la sua realizzazione

La sua realizzazione comportò il superamento di alcune difficoltà tecniche, dovute alla perdurante bassa pressione dell’acquedotto dell’Acqua Vergine. Quel particolare luogo, infatti, non permetteva la creazione di zampilli o cascatelle. Il Bernini tuttavia risolse l’inconveniente ideando la fontana a forma di barca semisommersa in una vasca ovale. Questa è stata posta leggermente al di sotto del piano stradale, con prua e poppa, molto rialzate rispetto ai bordi laterali più bassi. Appena sopra il livello del bacino.

Le caratteristiche della fontana

L’acqua sgorga da altri sei punti (tre a poppa e tre a prua). Due sculture a forma di sole con volto umano. Inoltre quattro fori circolari (due per parte) rivolti verso l’esterno, simili a bocche di cannone. Oltre ai due soli, anche le decorazioni due stemmi pontifici. Con la tiara e le api simbolo araldico della famiglia del pontefice Urbano VIII (i Barberini), alle estremità esterne della barca.

Da dove nasce il termine “barcaccia”?

Il termine si riferisce alle imbarcazioni usate sul Tevere nel vicino porto di Ripetta. Altri motivi ispiratori sono da ricercare nella notizia secondo la quale esisteva nella zona una naumachia, ossia un edificio all’aperto dove si svolgevano giochi e battaglie navali. Le inondazioni del Tevere avrebbero quindi trascinato spesso le imbarcazioni fin qui. Secondo una versione popolare molto accreditata, la sua particolare forma potrebbe essere stata ispirata dalla presenza sulla piazza di una barca in secca, a causa della piena del Tevere del 1598.

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