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Fútbol. Una storia sociale del calcio argentino: la recensione del libro di Osvaldo Bayer

Last Updated on 11/01/2021

Edito in Italia da Alegre, “Fútbol. Una storia sociale del calcio argentino” è il libro che lo scrittore, sceneggiatore, giornalista e storico argentino Osvaldo Bayer ha dedicato alla sua grande passione, il gioco del calcio.

Edito in Italia da Alegre, “Fútbol. Una storia sociale del calcio argentino” è il libro che lo scrittore, sceneggiatore, giornalista e storico argentino Osvaldo Bayer ha dedicato alla sua grande passione, il gioco del calcio. Una lettura divertente e documentata, scritta con il rigore professionale del sociologo oltre che dello storico, e con lo spirito del tifoso che è prima di tutto amante del gioco, perché come dice Osvaldo Soriano nella sua prefazione: “Per quanto possa sembrare esagerato, nel rettangolo verde si porta in scena l’imprevedibile dramma della vita. Bayer ci parla di questo. E di alcune cose in più”.

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La trama del libro

Dopo aver raccontato le lotte operaie e il ruolo liberatorio dell’emigrazione proletaria nell’Argentina del Novecento, Osvaldo Bayer scrive un libro sul calcio. Inizia a farlo quasi per gioco, spinto da un incarico di lavoro: la scrittura di una sceneggiatura per un documentario sul fútbol argentino dalle origini fino a Diego Armando Maradona e la sua epopea ai mondiali del Messico nel 1986. Accetta l’incarico, forse perché marcato stretto dal suo eterno amico, Osvaldo Soriano.

Ma non cambia il metodo: applica al calcio il lavoro storiografico sulle fonti, la pratica dell’inchiesta della storia orale e un punto di vista orientato verso le dinamiche materiali della società. Il risultato è una storia sociale del calcio argentino, lontana dai tecnicismi e vicina ai subalterni e agli oppressi.

Ed è la storia delle squadre argentine e della genesi dei loro nomi, delle istanze sociali che ne portarono alla nascita, dei quartieri e della gente di cui furono espressione. È una storia di uomini e dei loro eroi, di gol, sfottò di rivalsa e rivendicazioni, anche sindacali. Di come il calcio intrinsecamente possa far parte della vita delle persone, possa allietarla o diventare un oggetto di strumentalizzazione. Tanto in Argentina, che nel resto del mondo. Così, scoprirsi tutti un po’ compari di Albert Camus – l’autore del La Peste e de Lo Straniero, nonché calciatore dell’Algeri nel ruolo di portiere – che era solito ripetere come il calcio gli avesse insegnato tutto quello che credeva di sapere nella vita.

Il nostro commento

Come i fotogrammi di un film, il libro di Bayer scorre pagina dopo pagina raccontando una storia di calcio postcoloniale. Lo sport dei gentleman inglesi – proprietari di ferrovie e estancias – si creolizza, ovvero diviene un ibrido argentino nel senso più tipico. Diventa, come direbbe Gramsci, un fenomeno quasi nazional-popolare. Successivamente viene preso in ostaggio dal professionismo prima, dal potere militare poi, infine dalle logiche immateriali dello spettacolo.

Eppure sopravvive sempre, nelle pieghe del fútbol, oltre i margini imposti dalle logiche dell’estrazione di profitto, la magia di uno sport ribelle. Perché la palla è tonda, ma per mandarla in rete oltre la linea bianca della storia a volte serve la mano de dios. Perché, come ama dire Bayer, il gioco del calcio è un incontro umano di allegria e lacrime, di chiasso e spavento. Ed il gioco è umano come il riso, il pianto, l’amore.

Giocare. Guardare una partita di calcio significa giocarla.

Un gioco capitalista, perché si richiede sempre il rendimento, l’affanno di vincere, la superiorità. Un gioco socialista, perché c’è bisogno dello sforzo di tutta la squadra, del mutuo aiuto per ottenere il trionfo, ossia una vita migliore. Il gol è di tutti, quando tutti lavoriamo per quel gol. Il sogno, la speranza, il gol.

Il gol è la felicità. Ma anche la paura. La paura del portiere davanti al calcio di rigore, il fallimento, la sconfitta, l’imprevisto. Tutto troppo umano. La vita”.

Chi è Osvaldo Bayer

Osvaldo Bayer (1927-2018) è stato uno scrittore, sceneggiatore, giornalista e storico argentino. Negli anni Settanta del ‘900 ha vissuto da esule in Germania dopo essere stato minacciato di morte dagli sgherri della dittatura militare. La sua opera più famosa, Patagonia rebelde (pubblicata in Italia da Elèuthera nel 2009), bruciata in piazza dai militari, è oggi considerata un classico della storiografia argentina. Tra i suoi libri tradotti in italiano ricordiamo anche Rebeldía y esperanza. Storia di un esilio (Ouverture, 2016)

Scheda del libro

Titolo: Fútbol. Una storia sociale del calcio argentino
Autore: Osvaldo Bayer
Editore: Alegre
Anno edizione: 2020
Pagine: 168 p.
ISBN: 9788898841899
Prezzo: € 14,00

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