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Il dipinto del 1561 – Margherita la pazza di Pieter Bruegel il Vecchio e il misterioso trittico

Margherita la pazza (Dulle Griet) è un dipinto a olio su tavola (115×161 cm) di Pieter Bruegel il Vecchio, conservato nel Museo Mayer van den Bergh di Anversa. Con la Caduta degli angeli ribelli e il Trionfo della Morte, dagli evidenti richiami al mondo di Bosch, fu probabilmente dipinto per formare una misteriosa serie.

Margherita la pazza (Dulle Griet) è un dipinto a olio su tavola (115×161 cm) di Pieter Bruegel il Vecchio, datato 1561 e conservato nel Museo Mayer van den Bergh di Anversa. Contiene una scritta poco leggibile, interpretabile come “MDLXI”, a cui era probabilmente anteposta la firma dell’artista. Con la Caduta degli angeli ribelli e il Trionfo della Morte, simili per dimensioni e per richiami evidenti al mondo di Bosch, fu probabilmente dipinto per lo stesso committente e destinato a formare una misteriosa serie.

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Analisi dell’opera

Dulle Griet è una strega del folklore fiammingo, personificazione dell’avarizia, forse alterazione popolaresca della figura di santa Margherita d’Antiochia vincitrice del demonio. Bruegel la rappresenta al centro del dipinto, mentre con naturalezza si dirige verso la bocca dell’Inferno con un bottino. Attorno a lei vi sono scene di distruzione in una città; figure mostruose popolano tutto il dipinto, e il colore dominante è il rosso delle fiamme.

Simboli magici e alchemici

Pare che ogni personaggio, ogni mostruosa creatura e ogni oggetto rimandino a simboli magici e alchemici, di difficile identificazione. Una figura chiave è il gigante che, poco sopra il centro del dipinto, regge sulla schiena una barca con la sfera. Invece, con un mestolo di ferro, rovescia monete dal suo deretano a forma di uovo dal guscio rotto. Si tratta forse dell’antipodo di Dulle Griet, che getta indifferente alla folla le ricchezze che essa raccoglie con avidità.

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