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Il film del 1987 – L’ultimo imperatore, il capolavoro di Bertolucci compie 35 anni

L’ultimo imperatore è uno dei film più famosi di Bernardo Bertolucci. Colossal epico-biografico di successo mondiale, ricevette anche 9 Oscar e 9 David di Donatello. Uscì in Italia il 23 ottobre 1987 e fu il primo film per incassi della stagione 1987-88

L’ultimo imperatore (The Last Emperor), anno 1987, è uno dei film più famosi di Bernardo Bertolucci. Colossal epico-biografico di successo mondiale, ricevette tantissimi riconoscimenti, tra cui nove Oscar e nove David di Donatello. Il film uscì in Italia il 23 ottobre 1987 e riportò incassi notevoli in tutto il mondo: quasi 44 milioni di dollari negli Stati Uniti, per un totale di oltre 78 milioni di dollari. In Italia, inoltre, fu il primo film per incassi della stagione 1987-88.

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La trama del film “L’ultimo imperatore”

Pu Yi, salito al trono nel 1906 a tre anni, ultimo imperatore di una Cina che diverrà repubblica nel 1912, vive fino all’età adulta chiuso nella a Pechino. Negli anni trenta, ormai semplice burattino nelle mani degli invasori giapponesi, fa vita da Play Boy in Manciuria, mentre la moglie scivola in una progressiva follia: dopo cinque anni di prigionia in Russia e dieci di rieducazione in patria, Pu Yi viene riabilitato e finisce i suoi giorni in solitudine e malinconia come giardiniere della sua ex reggia, ora visitata dai turisti.

I segreti della produzione

Il regista Bernardo Bertolucci ha proposto il film al governo cinese come uno dei due possibili progetti; l’altro era un adattamento di La condizione umana di André Malraux. Ricevette anche il rarissimo permesso di fare le riprese entro le mura della Città Proibita, dove gran parte della vita di Pu Yi ha avuto luogo.

In previsione del film Bertolucci arruolò circa ventimila comparse (quasi tutti soldati dell’esercito popolare cinese) e trecento tecnici tra italiani, inglesi e cinesi, che lavorarono sul set per circa sei mesi. Le riprese si sono svolte anche negli studi di Cinecittà a Roma.

La piccola falla nella sceneggiatura

Gli sceneggiatori ignorarono nella stesura l’omosessualità del personaggio di Pu Yi, scatenando la protesta della comunità gay.

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