“Sconfine”: la mostra di Robbi Huner e le foto del vernissage

La ricerca dell’attimo di luce/ombra, vuoto/pieno, leggerezza/matericità, in cui la realtà si trasfigura caricandosi d’intensità. E poi l’Africa, quella che colpisce e destabilizza, ovviamente. E’ stata inaugurata a Roma la mostra fotografica “Sconfine” di Roberto Hüner, allestita negli spazi espositivi del Margutta Vegetarian Food & Art di Tina Vannini, curata da Francesca Barbi Marinetti. L’artista, che predilige storie per immagini, street photography, reportages e ritratti, ha già esposto in tantissime gallerie e musei, in Italia e all’Estero. Negli ultimi anni ha ricevuto diversi riconoscimenti nazionali ed internazionali tra i quali il Px3 Prix de la Photographie Paris e il premio National Geographic.

Al vernissage erano presenti anche il produttore Giannandrea Pecorelli, l’attrice Maria Rosaria Omaggio, l’attore Pino Quartullo, l’ex gieffino ed attore Ferdinando Giordano, la conduttrice “cuoca” di Mattino Cinque Samya Abbary, la ballerina de “I Fatti Vostri” di Rai 2 Mirella Limotta, l’attore Francesco Stella, la conduttrice radiofonica Roberta Beta, le “Spy Twins” Gemelle Nardelli, lo stilista Mario Orfei, Adriano Bartolucci Proietti e lo stylist Marco Scorza.

L’aperitivo prende spunto dai temi principali della mostra e propone, tra i vari stuzzichini studiati dallo chef, anche l’hummus di ceci con terra di datteri; cous cous ai peperoni, uva sultanina e anacardi tostati; schiacciatine di patate alla curcuma con panatura di sesamo nero. Il tutto accompagnato da Dawa Coktail, un cocktail keniota a base di vodka, miele, lime e mango, o Virgin Colanda, con ananas, cocco e papaya.

LA MOSTRA – L’artista, che usa le tecniche classiche in camera oscura digitale, sarà in mostra sino all’11 luglio presso le sale espositive del ristorante vegetariano di Tina Vannini. “Sconfine” raccoglie una trentina di fotografie, prevalentemente in bianco e nero e in digitale, degli ultimi dieci anni di Hüner, arco temporale che sottolinea una costante del suo lavoro artistico. Spiega la curatrice della mostra Francesca Barbi Marinetti: “Il titolo allude ad una dimensione di straniamento che apre la strada a stati sommersi e identità dimenticate che travalicano confini e culture di appartenenza.  “S-confine” fa riferimento ad una dimensione spaziale, temporale ma soprattutto psichica. Il partire “con uno stato d’animo libero da pregiudizi” è l’ingrediente che permette l’attitudine all’accoglienza e alle aperture, facilitando incontri che catturati in immagine assurgono a valenza simbolica o metaforica”.

L’ARTISTA – “Amo la fotografia cosiddetta di strada – dichiara l’artista – raccolgo immagini in viaggio ove nel corso degli ultimi anni ho realizzato vari reportage in Africa. Il soggetto che amo di più ritrarre è l’individuo immerso nel proprio ambiente, nella sua natura, ove affiorano forti contrasti, vitalità e disperazione, presente e passato, stasi e movimento. Uso la luce per far emergere o occultare un particolare, per plasmare o ammorbidire volti e figure cercando di cogliere quell’urgenza umana fatta di desideri di esistere, di gioia, di ricominciare. Sono molti i maestri che mi hanno condotto su questa strada, che mi hanno ispirato, uno su tutti il giapponese Ikko Narahara”.

LE FOTO DEL VERNISSAGE – 

LE FOTO IN MOSTRA –  

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