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Il dipinto del 1919 – Chi era Lunia Czechowska, protagonista di tanti ritratti di Amedeo Modigliani

Ritratto di Lunia Czechowska è un dipinto a olio su tela realizzato nel 1919 da Amedeo Modigliani. A lei il pittore dedicò numerosi ritratti: 14 a olio e “un’infinità a matita”…

Ritratto di Lunia Czechowska è un dipinto a olio su tela (46×33 cm) realizzato nel 1919 dal pittore italiano Amedeo Modigliani. Oggi fa parte di una collezione privata.

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Chi era Lunia Czechowska

Lunia Czechowska era un’amica di famiglia di Léopold Zborowski, scrittore, poeta, nonché uno dei più importanti mercanti d’arte moderna del XX secolo polacco, e della moglie di lui, Hanka. A lei il pittore dedicò numerosi ritratti: Quattordici a olio e “un’infinità a matita”.

Le opere dedicate a Lunia

“Quale mi piace di più? Vede, tengo una sua riproduzione nello scaffale dei libri. E quello di profilo, con il collo lungo. E celebre. Lo dipinse nel 1919. Conservo anche un manifesto che appesero nei tram di Milano quando dedicarono una grande mostra a Modigliani, nel Palazzo Reale. Il mio ritratto era il simbolo della mostra; E posso dire con orgoglio che e anche il simbolo dell’arte di Modigliani. Sa quanto impiegò per eseguirlo? Soltanto due ore. Era in stato di grazia. Ricordo che Zbo guardava dal buco della serratura”.

Quando ha conosciuto Modigliani?

“Fu a Parigi, nel 1916. Era giugno, lo ricordo bene. Io ero arrivata da Varsavia a diciotto anni, con una coppia di amici di famiglia. Mi ero sposata con un mio connazionale nel 1914, in Saint-Germain. Czechowska è il cognome di mio marito, polacco anche lui. E scoppiata la guerra ero rimasta in Francia. Fu Zborowski, il suo mercante, che mi condusse insieme a mio marito a una mostra di Modigliani e che me lo presentò il giorno stesso, nel caffè de la Rotonde, in piena Montparnasse. Mio marito si era arruolato tra i volontari ed era in licenza. Sedevamo a un tavolo con altri amici, sulla ‘terrasse’. C’era anche Kisling, Zborowski mi aveva appena detto: ‘Modigliani è un grande artista. Peccato che non gli possa pagare uno studio per farlo dipingere in pace’, quando dall’altra parte del bouvelard apparve una specie di muratore, con un abito di velluto consunto, un ampio cappello nero, la vita stretta da una sciarpa di lana rossa. Era Modigliani…”.

Ho letto che Modigliani s’innamorò di lei a prima vista

“Penso che sia vero. Ma io precisai i miei sentimenti. Ero innamorata di mio marito, che poco dopo tornò al fronte e fu dato per disperso. Di Modigliani rimasi amica, la più vicina, la più affezionata. Hanno scritto che ho posato nuda, per lui. Falso. Per i nudi si serviva delle modelle professioniste e solo dí loro. D’accordo, la famosa Quique non era una modella, era una prostituta, e con lei Modì ha fatto vita comune per qualche giorno, ma questo non cambia la sostanza delle cose. Le modelle, a quei tempi, costavano cinque franchi per seduta. Lui ne riceveva quindici ogni mattina da Zbo, il suo mercante. Zbo non era ricco e non riusciva a vendere i quadri dei suoi pittori, o li vendeva a prezzi stracciati. E quindici franchi erano molti per le sue tasche. La moglie lo rimproverava di continuo”.

Da un’intervista di Aldo Santini per Il tirreno del 18 marzo 1990, riportata su http://www.modigliani1909.com/Lunia-Czechowska.html

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